La venerazione del Sacro Cuore di Gesù nella storia del Tirolo
La venerazione del Sacro Cuore di Gesù risale alle visioni di Santa Margherita Maria Alacocque. Nel monastero di Paray Le Monial, in Francia, Gesù le indicò il suo grande amore per gli uomini: “Il suo amore è stato così grande che ha preso la croce per i loro peccati, ma per lo più ha raccolto solo ingratitudine in cambio. Per questo desidera diffondere la devozione al suo Sacro Cuore, come riparazione per le numerose bestemmie che vengono continuamente commesse”. Il 17 giugno 1689, Gesù chiese a Margherita Maria Alacoque di consacrare il re e il Paese al Cuore di Gesù. Il re Luigi XIV non onorò questa richiesta. Il 17 giugno 1789, la Rivoluzione francese iniziò con un’assemblea costituente del Terzo Stato, che assunse parte del potere di governo in modo rivoluzionario. L’obiettivo apparente era quello di rovesciare la monarchia, ma dietro le quinte si trattava dell’idea massonica di costruire una società interiore senza Dio e la Chiesa. Il grido di battaglia della rivoluzione: libertà (senza alcuna autorità emanata da Dio), uguaglianza (uguaglianza sotto la legge fino all’uguaglianza comunista), fraternità (solidarietà che limita la libertà personale) portò al caos, alla confusione, alla crudele persecuzione dei dissidenti, soprattutto ecclesiastici e cristiani.
Nel 1765, Papa Clemente XII autorizzò la celebrazione della festa del Sacro Cuore con una messa propria. In Tirolo, i gesuiti iniziarono a diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù con l’aiuto delle loro missioni popolari. Nella chiesa della Santissima Trinità di Innsbruck fu eretta un’immagine che fu venerata con entusiasmo dalla popolazione religiosa. Sotto il regno dell’imperatore Giuseppe II, l’ordine dei gesuiti fu abolito nel 1773 e dal 1782 fu proibito di predicare il Sacro Cuore di Gesù o di tenere devozioni, sotto stretta minaccia.
Nel 1792, in piena rivoluzione, Napoleone Bonaparte iniziò a conquistare i Paesi europei come generale di successo per diffondere queste idee. Il 14 maggio giunse in Tirolo la notizia che Napoleone si stava ritirando da Milano per occupare tutto l’Adige e contemporaneamente tutto il Tirolo da est attraverso la Carinzia, per poi avanzare in Germania. A causa del periodo di pace trascorso dal 1703 e della separazione militare da Vienna, il Tirolo non era affatto preparato a una guerra di resistenza.
Il 1° giugno 1796, tutti i consigli provinciali tirolesi approvarono quindi una delibera per fare voto solenne di porre il Tirolo sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù e di celebrare ogni anno la festa del Sacro Cuore di Gesù con una solenne funzione religiosa per invocare l’assistenza e la benedizione divina. Il 3 giugno 1796 i tirolesi mantennero la promessa e celebrarono per la prima volta nella chiesa parrocchiale di Bolzano la festa del Sacro Cuore, che ancora oggi viene celebrata nel Tirolo meridionale e settentrionale. La promessa non serviva solo a chiedere aiuto per le imminenti battaglie, ma era anche il culmine del conflitto tra lo spirito della rivoluzione e il cristianesimo. Il fatto che il Tirolo si ponesse sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù non solo caratterizzava il popolo tirolese, ma anche la pietà di Andreas Hofer. Durante l’occupazione bavarese del Tirolo (il governo bavarese si schierò con Napoleone), la festa fu vietata.
Dopo il giuramento, accadde l’incredibile! Mentre in tutto il Paese si stavano ancora preparando le misure di difesa, arrivò in Tirolo la notizia che Napoleone aveva improvvisamente abbandonato la campagna prevista contro il Tirolo e aveva ritirato le sue truppe verso ovest, in Francia. Ancora oggi, nonostante le diligenti ricerche scientifiche degli storici, non esiste una spiegazione adeguata.
Informazioni con suggerimenti di P. G. Mura