Giugno Sacro Cuore di Gesù

Nel 2016, il mio secondo anno di vita a Bolzano, sono rimasto profondamente colpito da questo bellissimo spettacolo, quando per la prima volta ho visto dal mio appartamento, al tramonto, i fuochi del Sacro Cuore di Gesù brillare sulle imponenti cime dell’Alto Adige. Il ricordo dei falò della “Fogueira de Sao João” in Brasile, dove sono nato e cresciuto, mi ha toccato il cuore.  Nell’ambito delle numerose feste di giugno (“Festas Juninas”), che si celebrano in Brasile con costumi tradizionali, musica e opere d’arte delle rispettive regioni, questo grande falò di San Giovanni è il momento più atteso, soprattutto dai bambini.

Con il tempo, mi sono avvicinato alla tradizione dei fuochi del Sacro Cuore di Gesù in Alto Adige e sono rimasto stupito e meravigliato dall’origine e dal significato profondo che vi si cela. Dopo quasi dieci anni di vita in Alto Adige, è nata in me l’idea, sostenuta da buoni amici, di far conoscere in tutto il mondo la bella tradizione della venerazione del Sacro Cuore di Gesù in un modo speciale. Nel 2024 la campagna di divulgazione mediante l’affissione dell’immagine del Sacro Cuore su pannelli sparsi in tutta la regione ha avuto la durata di una settimana. Quest’anno del 2026, con il vostro aiuto, replichiamo l’iniziativa con un’esposizione pubblica dell’immagine per tutto il mese di giugno!”

Gustavo Brinholi, musicista e regista

 

29 maggio 2026 - Don Paolo benedice i manifesti nella sede centrale della First Avenue a Bolzano

Cosa accomuna la devozione al Sacro Cuore di Gesù, la Sagrada Familia a Barcellona e il film documentario Human Life?

Nel 2021, dopo un periodo di crise nel cinema mondiale, il film Human Life, prodotto di maniera  indipendente, arriva a 25 sale cinema in Spagna, distribuito dalla European Dreams Factory, esattamente nei giorni che antecedono, in quell’anno, la Festa del Sacro Cuore di Gesù. Ancora prima di arrivare in Spagna, faccio una ricerca internet per programmare una visita turistica velocissima al capoluogo catalano e finisco sul sito di Etsuro Sotoo, scultore chef della Sagrada Família, dove leggo quello che Etsuro considera il fondamento della bellezza:

«La cosa più bella di questo mondo non è un quadro di Miró, né un’opera di Gaudí. E non si trova nemmeno in nessun museo.
La cosa più bella di questo mondo è un’anima appena nata. Un’anima che lotta per vivere: ecco la cosa più bella.
Questo, per me, è il fondamento della bellezza.»

Questa bellissima definizione, intimamente connessa alla tematica di Human Life, mi ha ispirato ad scrivere un messaggio spontaneo a Etsuro Sotoo, invitandolo alla prima del film a Barcellona. 

Per la mia grande surpresa e gioia, il maestro Etsuro Sotoo è venuto alla prima catalana il sabato 12 giugno. Il giorno dopo, 13 giugno, sono andato a Messa alla Sagrada Família e ho potuto visitare molto velocemente la Basilica proiettata da Antoni Gaudi e ancora a lavoro in corso. 

Da allora mantengo contatto con Sotoo, artista che ha già lavorato alla Sagrada Familia ancora più tempo che il proprio Gaudi.

Il 10 giugno 2026, in occasione del centenario di Antoni Gaudi e del 5° anniversario dell’uscita nelle sale del film “Human Life”, il documentario sarà proiettato nella chiesa di San Giovanni in Villa nei seguenti orari:

Ore 9.30 – in tedesco

Ore 11.00 – in italiano

Ore 15.00 – in tedesco

Ore 17.00 – in italiano

Gustavo Brinholi e Etsuro Sotto, scultore chef della Sagrada Família, nel 12 giugno 2021 a Barcellona, dopo la primissima di Human Life Movie in quella città

L’immagine “storica” del Sacro Cuore di Gesù nel Duomo di Bolzano di Johann Joseph Karl Henrici (1770 circa).

In una grande angoscia bellica, i nostri padri hanno stretto una santa alleanza con il Sacro Cuore di Gesù – per l’eternità – e l’hanno confermata per la prima volta e solennemente davanti a questa venerabile immagine nella chiesa parrocchiale di Bolzano il 3 giugno 1796.

La venerazione del Sacro Cuore di Gesù nella storia del Tirolo

La venerazione del Sacro Cuore di Gesù risale alle visioni di Santa Margherita Maria Alacocque. Nel monastero di Paray Le Monial, in Francia, Gesù le indicò il suo grande amore per gli uomini: “Il suo amore è stato così grande che ha preso la croce per i loro peccati, ma per lo più ha raccolto solo ingratitudine in cambio. Per questo desidera diffondere la devozione al suo Sacro Cuore, come riparazione per le numerose bestemmie che vengono continuamente commesse”. Il 17 giugno 1689, Gesù chiese a Margherita Maria Alacoque di consacrare il re e il Paese al Cuore di Gesù. Il re Luigi XIV non onorò questa richiesta. Il 17 giugno 1789, la Rivoluzione francese iniziò con un’assemblea costituente del Terzo Stato, che assunse parte del potere di governo in modo rivoluzionario. L’obiettivo apparente era quello di rovesciare la monarchia, ma dietro le quinte si trattava dell’idea massonica di costruire una società interiore senza Dio e la Chiesa. Il grido di battaglia della rivoluzione: libertà (senza alcuna autorità emanata da Dio), uguaglianza (uguaglianza sotto la legge fino all’uguaglianza comunista), fraternità (solidarietà che limita la libertà personale) portò al caos, alla confusione, alla crudele persecuzione dei dissidenti, soprattutto ecclesiastici e cristiani.

Nel 1765, Papa Clemente XII autorizzò la celebrazione della festa del Sacro Cuore con una messa propria. In Tirolo, i gesuiti iniziarono a diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù con l’aiuto delle loro missioni popolari. Nella chiesa della Santissima Trinità di Innsbruck fu eretta un’immagine che fu venerata con entusiasmo dalla popolazione religiosa. Sotto il regno dell’imperatore Giuseppe II, l’ordine dei gesuiti fu abolito nel 1773 e dal 1782 fu proibito di predicare il Sacro Cuore di Gesù o di tenere devozioni, sotto stretta minaccia.

Nel 1792, in piena rivoluzione, Napoleone Bonaparte iniziò a conquistare i Paesi europei come generale di successo per diffondere queste idee. Il 14 maggio giunse in Tirolo la notizia che Napoleone si stava ritirando da Milano per occupare tutto l’Adige e contemporaneamente tutto il Tirolo da est attraverso la Carinzia, per poi avanzare in Germania. A causa del periodo di pace trascorso dal 1703 e della separazione militare da Vienna, il Tirolo non era affatto preparato a una guerra di resistenza.

Il 1° giugno 1796, tutti i consigli provinciali tirolesi approvarono quindi una delibera per fare voto solenne di porre il Tirolo sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù e di celebrare ogni anno la festa del Sacro Cuore di Gesù con una solenne funzione religiosa per invocare l’assistenza e la benedizione divina. Il 3 giugno 1796 i tirolesi mantennero la promessa e celebrarono per la prima volta nella chiesa parrocchiale di Bolzano la festa del Sacro Cuore, che ancora oggi viene celebrata nel Tirolo meridionale e settentrionale. La promessa non serviva solo a chiedere aiuto per le imminenti battaglie, ma era anche il culmine del conflitto tra lo spirito della rivoluzione e il cristianesimo. Il fatto che il Tirolo si ponesse sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù non solo caratterizzava il popolo tirolese, ma anche la pietà di Andreas Hofer. Durante l’occupazione bavarese del Tirolo (il governo bavarese si schierò con Napoleone), la festa fu vietata.
Dopo il giuramento, accadde l’incredibile! Mentre in tutto il Paese si stavano ancora preparando le misure di difesa, arrivò in Tirolo la notizia che Napoleone aveva improvvisamente abbandonato la campagna prevista contro il Tirolo e aveva ritirato le sue truppe verso ovest, in Francia. Ancora oggi, nonostante le diligenti ricerche scientifiche degli storici, non esiste una spiegazione adeguata.

Informazioni con suggerimenti di P. G. Mura

QUESTO È IL CUORE CHE HA TANTO AMATO

 (dall’Enciclica Dilexit Nos, del Santo Padre FRANCESCO sull’Amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo)

48. La devozione al Cuore di Cristo non è il culto di un organo separato dalla Persona di Gesù. Ciò che contempliamo e adoriamo è Gesù Cristo intero, il Figlio di Dio fatto uomo, rappresentato in una sua immagine dove è evidenziato il suo cuore. In questo caso il cuore di carne è assunto come immagine o segno privilegiato del centro più intimo del Figlio incarnato e del suo amore insieme divino e umano, perché più di ogni altro membro del suo corpo è «l’indice naturale, ovvero il simbolo della sua immensa carità» (Pio XII, Lett. enc. Haurietis Aquas (15 maggio 1956).

Il tema del cuore 
(dal libro “La mistica della riparazione” di Don Divo Barsotti)

“…l’alleanza nuova coinciderà col dono non più di una legge, ma di un cuore nuovo. Lo annuncia il profeta Geremia e lo ripete poi, più chiaramente, Ezechiele: ‘Io vi toglierò il vostro cuore di pietra e vi darò un cuore di carne’. è naturalmente questo cuore che Dio chiede all’uomo: ‘Figlio, dammi il tuo cuore.’ Egli richiede questo cuore nuovo: un cuore di carne che ami. E l’uomo implora questa sostituzione nei Salmi: ‘ O Dio, crea in me un cuore nuovo, libero, puro, che sappia rispondere a Te.‘ Ma nei Salmi stessi l’uomo già risponde alla esigenza di Dio: ‘Non hai voluto vittime, ma mi hai dato un corpo: eccomi, o Dio, a compiere la tua volontà…la tua legge è nel mio cuore.’ L’Autore della Lettera agli Ebrei mette in bocca a Cristo queste parole. La profezia infatti si compie nel Cristo: è in lui che l’uomo ha ricevuto il cuore nuovo promesso. In che altro modo avrebbe potuto realizzarsi il disegno divino?”

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